Che cosa resta dopo il passaggio dell’uragano Irma

Da qualche settimana ormai si sta assistendo ad un fenomeno, definito quasi di fantascienza, che nel giro di poco tempo ha devastato i Caraibi e parte della Florida.

Da qualche settimana ormai si sta assistendo ad un fenomeno, definito quasi di fantascienza, che nel giro di poco tempo ha devastato i Caraibi e parte della Florida, distruggendo città, spazzando via ogni cosa lungo il proprio cammino e soprattutto portando via con sé circa 70 vite umane. Parliamo dell’uragano Irma: un fenomeno fisico a dir poco spietato che, ormai declassato a tempesta tropicale, ha lasciato un bilancio disastroso fatto di vite tragicamente spezzate, emergenze umanitarie e che ha cambiato drasticamente la connotazione fisica di quella parte occidentale di emisfero. Ma chi è Irma, dove si è sviluppata e qual è il bilancio dopo il suo passaggio?

Chi è Irma e dove si è sviluppata? L’uragano Irma è un uragano atlantico che ha colpito vaste aree dei Caraibi, delle Antille e Cuba e che man mano si è spostato verso la Florida e gli Stati Uniti. Si tratta dell’uragano di maggior forza e potenza che si è formato all’interno dell’Oceano Atlantico avente una velocità di venti pari a 300km/h e un diametro pari a 50 km. Vi sono due elementi che fanno dell’uragano Irma un fenomeno unico nella storia. Innanzi tutti la potenza dei venti: mai nell’Oceano Atlantico si era assistito ad un uragano avente venti così forti. Il secondo elemento è sicuramente la categoria all’interno della quale è stato classificato. L’Uragano Irma, infatti, secondo il meteorologo Ryan Maue ha raggiunto la categoria 5, la più alta nella scala delle categorie degli uragani.

Cosa è successo nei Caraibi? L’impetuoso cammino di Irma ha colpito inizialmente i Caraibi e le piccole Antille, spostandosi poi verso Cuba. Il suo lascito specialmente ad Haiti e in Repubblica Domenicana– area più povera dei Caraibi- è stata una nuova emergenza umanitaria. Secondo le ONG, infatti, si contano circa 34 000 sfollati e altri 17 000 che hanno bisogno di un riparo immediato nei distretti orientali dell’isola.

Disastroso e a tratti apocalittico è stato il passaggio di Irma sulle isole di Barbuda, Saint Martin e Saint Barthelemy nelle quali si contano 7 morti e 300 000 persone senza elettricità. Le isole sono andate completamente distrutte dalla potenza dell’uragano che non ha lasciato scampo ai bellissimi paesaggi incontaminati.

Irma ha provocato danni anche a Porto Rico dove almeno tre persone sono morte. Le piogge e le forti raffiche di vento hanno danneggiato edifici ed abitazioni rendendo necessaria l’evacuazione di circa 6 000 persone. Anche nelle Isole Vergini Irma ha fatto sentire la sua presenza, modificandone addirittura i colori come si evince dalle immagini satellitari.

Cuba, invece, è stata colpita da Irma attraverso forti inondazioni costiere sul litorale nord occidentale con onde tra i 6 e i 9 metri. L’avvento di Irma sull’isola ha provocato un maxi blackout che ha lasciato gran parte di Cuba, compresa la Havana, letteralmente al buio.

E negli Stati Uniti? L’iter di Irma si è concluso arrivando a toccare gli Stati Uniti dove si contano circa una trentina di vittime per un ammontare di 50 miliardi di danni. In Florida, Irma ha lasciato danni notevoli nelle isole Keys dove la maggior parte delle case è andata completamente distrutta. L’uragano ha messo in ginocchio l’intera città di Miami lasciandola nella piena desolazione, tra allagamenti, alberi sradicati, strade bloccate e priva di elettricità. Le ultime 8 vittime sono morte all’interno di una casa di riposo rimasta isolata.

In conclusione: cosa resta dopo Irma? Dopo Irma si cerca di ripartire. La vita ritorna pian piano alla normalità. Non resta che contare i danni e ripartire proprio da lì. Ci vorrà sicuramente del tempo. Nessuno potrà restituire ciò che la natura ha cancellato, neanche la mano dell’uomo. Quello che si può fare è andare avanti, ricostruire, ricominciare. Forse l’unica lezione che si può imparare da tutto ciò è che la natura, con tutte le sue forze, non guarda in faccia a nessuno. E allora bisogna correre al riparo, fare il conto dei danni e semplicemente rialzarsi. Forse è solo questo ciò che l’uomo può fare davanti alla forza spietata della natura: rialzarsi.